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Siamo una corona di Extra Lucca 2013

Metà febbraio, e sotto un sole quasi primaverile, raggiungo Lucca per la prima edizione di Extra Lucca, manifestazione dedicata agli oli extra vergini d’eccellenza provenienti da tutto il territorio italiano, ideata, organizzata e promossa dal Maestrod’olio Fausto Borella che in Fattoria La Maliosa stimiamo profondamente per la visione ampia e innovativa del nostro settore. Sono ormai tanti gli eventi a cui ho partecipato in Italia e all’estero per far conoscere i prodotti de La Maliosa, ma è la prima volta che mi capita di presenziare ad un evento totalmente dedicato all’olio, a cui tra l’altro, sono particolarmente affezionata.
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La Maliosa alla BlogFest

Andremo alla Blogfest.
Mi torna in mente un anno fa. 
Sei anni di lavoro. Sforzo sul campo. Magazzini pieni. Prodotti certificati. E il sito che non c’è.
Erano i miei pensieri dell’anno scorso, in questo periodo. Ero arrivata al punto: Fattoria La Maliosa era pronta per presentarsi al mercato. Come fare a comunicare al meglio l’unicità dei nostri prodotti? Come raggiungere il consumatore che avrebbe apprezzato il loro valore, senza sprecare risorse, parlando a chi non vuole ascoltare? Perché sparare nel mucchio con improbabili garanzie di risultato?
Fattoria la Maliosa è un progetto basato sulla qualità e non sulla quantità, sul rispetto delle tradizioni locali e della biodiversità ambientale. È chiaro che parliamo ad un consumatore consapevole, che si identifica in questo stile di vita  e che non rinuncia al piacere di un buon vino o di un olio che sono la massima espressione di gusto legato al territorio.
 Parlandone a mio marito Fabrizio, esperto di marketing del settore vinicolo abbiamo iniziato a immaginare una comunicazione diversa, adatta ad un’azienda snella e giovane. Ne è conseguita la scelta di una strategia fortemente digitale e profondamente interattiva con i suoi interlocutori. Risultato: marcata presenza sul web e intensa partecipazione nei social networks.
A ottobre l’incontro con Paola e la scoperta che la prima persona che se ne sarebbe dovuta occupare, avrei dovuto essere proprio io, insieme al Responsabile dell’azienda agricola e al Responsabile commerciale. Una scelta non solo di marketing, ma anche di trasparenza e di onestà, non solo nei confronti del mondo esterno, ma anche verso i collaboratori, i prodotti e il territorio in cui l’azienda è nata e vive. Cominciamo subito a lavorare e nell’immediato scopro il potenziale che non avevo intravisto. Lavoriamo sui contenuti per il sito, e inseriamo immediatamente la sezione blog che nel design iniziale non era prevista. Consegnato tutto, ci guardiamo e diciamo: “E adesso?”
E Paola: “E adesso apriamo la Fan Page!”
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In visita alla Fattoria La Maliosa

Ieri mattina mi sono svegliata con un bel sole caldo, poi nel giro di pochissimo, i colori  sono diventati saturi e i contrasti sono stati quelli delle nuvole grigie che incalzavano.

Ci siamo ritrovati con i nostri ospiti e abbiamo raggiunto La Maliosa, dotati di ombrello e di adeguati stivali di gomma con l’ottimismo di chi ha voglia di respirare, scoprire e sentire.
La vigna vecchia è invasa dai fiori, l’agricoltura biodinamica infatti, è riconoscibile anche da questo: in mezzo agli ulivi, alle vigne è tutto un campo fiorito. Sono i sovesci, una mescola di semi piantati nei mesi precedenti. Sotto la vite invece si usa ancora la zappa, per muovere il terreno e pulire.
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visita alla Fattoria La Maliosa - campo verde
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ViViT/Vinitaly 2012. Che cosa sta cambiando nella vendita dei vini naturali?

Nel vino come nel cibo le persone si stanno riavvicinando a un gusto più vero, un sapore che ricorda il frutto e la terra da cui proviene.
Si tratta di un rinnovamento in corso da diversi anni: i produttori naturali vogliono riportare il vino ad essere considerato un alimento che come tale deve nutrire in modo salutare il nostro corpo. Manifestazioni, mercati, fiere naturali, degustazioni sono nate nell’ultimo decennio un po’ in tutta Italia e il movimento ha conquistato tanti appassionati.

Fino a quest’anno le fiere dedicate ai vini naturali si erano svolte all’esterno del Vinitaly: Cerea e Villa Favorita, due location di grande fascino dove per un decennio si sono riuniti la maggior parte dei produttori italiani insieme a un folto gruppo di francesi e sloveni.
Salendo la scalinata d’ingresso alla villa si aveva la sensazione di entrare in un luogo che racchiude in sé un’idea del vino diversa, a cui un pubblico selezionato ha avuto modo di avvicinarsi per comprenderla: saloni affrescati, luce che filtrava dalle enormi finestre, labirintici sotterranei disseminati di produttori, e i vini.
Lì ti dimenticavi le regole imposte dall’industria del vino, scoprivi che si possono fare grandi bianchi senza controllare la temperatura di fermentazione e magari lasciarli macerare sei mesi sulle bucce e anche in un’anfora interrata. Lì si scopriva la qualità di terreni che non conoscono chimica, di uve che non subiscono la violenza dei prodotti sistemici, di vinificazioni senza additivi né trattamenti di varia chirurgia estetica.
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Vini La Maliosa Vinitaly 2012
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Fattoria La Maliosa è presente al Vivit, Vinitaly

La prima volta per noi al Vinitaly. La prima volta che il Vinitaly spalanca le porte ai vini biodinamici.
Il padiglione ViViT (Vigne, Vignaioli, Terroir) porterà 100 produttori tra italiani e francesi a offrire i loro vini a un grande pubblico che fino ad oggi sembrava irragiungibile. Invece il gusto del vino sta ormai cambiando e l’interesse intorno al ViViT ne è la conferma: tutti ormai vogliono un vino più vero e noi siamo pronti per offrirlo.
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Vina La Maliosa 2012
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