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VINO AUTENTICO: DAL CAMPO ALLA CANTINA LAVORIAMO COSì

Il nostro pensiero sul vino

Pensiamo che Il vino, nel possibile, debba corrispondere al massimo alla caratteristica della varietà dalla quale deriva in un ambiente ben definito. Vino curato artigianalmente e “autentico” è l’obiettivo che perseguiamo, senza interventi esterni di additivi di nessun tipo; abbiamo consapevolezza che tale obiettivo non si possa raggiungere in ogni territorio, con ogni vitigno e in tutte le annate.
Ma come lavoriamo, praticamente?

Il lavoro agricolo

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La Maliosa: luoghi antichi, natura preservata e produzioni preziose che ne testimoniano

Dopo tre anni intensi alla Maliosa ho avuto, grazie ad una fondamentale condivisione di Antonella Manuli, l’opportunità di una stimolante rivisitazione della mia conoscenza ed esperienza scientifico-agronomica che non avrei mai più pensato di poter ancora affrontare.

Dopo un consueto iniziale approccio da formazione professionale ed esperienza prolungata, man mano ho maturato in loco un’applicazione che non mi sarei aspettato così poliedrica. Appena giunto, mi aveva colpito il disegno paesaggistico ambientale “d’altri tempi”: il bosco, la presenza di animali selvatici, gli spazi agrari limitati e anche situazioni speciali come i terreni  derivanti da un’agricoltura che risale all’epoca romana e ancor prima agli etruschi. E’ evidente che con tali premesse la scelta aziendale poteva solo essere quella di rispettare, tutelare, valorizzare la straordinaria antica eredità di tali ambienti, che possiamo anche definire come rari esempi di archeologia agricola e vitivinicola. L’abbiamo sentito anche come un doveroso omaggio alla storia a fronte di una viticoltura che è ormai concepita e realizzata sempre più come una qualsiasi grande coltivazione agroindustriale. I luoghi della Maliosa, invece, ci impongono di produrre delle preziosità. Continua a leggere…

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Produttori di uva con più naturalezza: l’annata 2015 alla Maliosa

La vendemmia è appena iniziata con il Ciliegiolo e l’estate si è subito ritrovata registrata nelle sembianze dei grappoli: magri, allungati, sottili, sanissimi. Anche il mosto tanto denso, fatica a lasciare la pigiatrice per il tino di fermentazione: colore forte, fruttato intenso.

il Ciliegiolo

Grappoli maturi di Ciliegiolo

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Indicatori ambientali e CO2

Indaco2 è l’acronimo di? Quanto influiscono le scelte del produttore sull’impatto ambientale delle emissioni di gas serra generate durante il processo produttivo? Ne parliamo con Elena e Riccardo di Indaco.

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Cos’è l’artigianato del vino?

Non son mai stato bravo nello scrivere ma un buon esercizio lo devo sicuramente al mio insegnante e curatore di tesi, Prof. Carlo. Ricordo che mi lasciava ‘costruire’ lo sviluppo del pensiero e la frase relativa seguendomi con una mimica di apparente condivisione. Poi, ad un certo momento, si faceva più scuro in volto e, dopo aver pronunciato un “ma”, iniziava una analitica e puntuale ‘rivisitazione’ del testo che, quasi sempre, si concludeva con una versione totalmente nuova. Ogni parola soppesata e poi la punteggiatura…insomma io crescevo ed accanto ai valori scientifici, imparavo ad usare meglio la penna.

Ho poi continuato questo esercizio per quattro decenni nel campo della ricerca scientifica e l’utilizzo più appropriato  del mio vocabolario è migliorato, ma mai abbastanza.

Da quando frequento il mondo del vino, soprattutto quello che afferisce ad alcune identificazioni (biologico, biodinamico, naturale, artigiano..) sono abbastanza confuso e talvolta anche perplesso per la distanza tra quanto enunciato e le realtà. Mi sembra che spesso, i termini, siano utilizzati più per “suonare le trombe” che per una reale corrispondenza nei fatti. Non è certo mio intento inoltrarmi in queste simpatiche e stravaganti compagnie che ascolto sempre volentieri. Vorrei invece, forgiato dal mio passato, volgere al vero significato dei termini utilizzabili per caratterizzarci. Nel campo agricolo e della biologia applicata, penso che sia sempre importante e necessario raccontare le verità e  spiegare compiutamente il perché di alcune scelte.

Ad esempio la Maliosa si è data una dimensione per il vigneto di circa otto ettari e riteniamo che questa sia nella logica di chi fa veramente artigianato del vino. Continua a leggere…

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Agricoltura nella Maremma collinare, valori e prospettive

La Maremma collinare, anche per coincidenze storiche, rappresenta uno dei paesaggi di grande armonia tra ruralità e ambiente, uno dei  più originali d’Italia.
Accanto ad alcune zone dove l’intervento agricolo è abbastanza evidente, ve ne sono molte  altre, a brevissima distanza, dove gli spazi sono prevalentemente occupati da boschi, macchia, pascoli. Questo scenario è altresì accompagnato da una presenza molto occasionale di poderi e casali, conferendo all’insieme una vera rarità nell’ambito del paesaggio rurale italiano.
L’attività agricola è stata lungamente esercitata ma soprattutto negli ultimi due-tre decenni ha subito un forte cambiamento attraverso una meccanizzazione disarmonica su un territorio così fragile. Tale fragilità è la conseguenza di interventi dissodanti ripetuti in profondità con attrezzature sempre più potenti che ne hanno progressivamente esposto i terreni ad un forte degrado, accentuato poi da eventi piovosi intensi, anch’essi responsabili di fenomeni erosivi anche drammatici.
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L’annata 2014 alla Maliosa: come la ricordo

Il vino, tra le specificità straordinarie ed uniche, possiede la misura del tempo, quello che scorre o che ci scorre via e quello che rimane testimone del passato. Proprio per questo proviamo, con il vino appena svinato, a ripercorrere la stagione 2014 alla Maliosa anche con l’aiuto dei dati meteo messi a disposizione dalle Terme di Saturnia.
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Piano di Indirizzo Territoriale (P.I.T) della regione Toscana: quale futuro?

Prendo spunto dal dibattito che sta avendo luogo in questi giorni su carta stampata ed in rete e che ha visto spesso contrapporsi gli imprenditori e le associazioni agricole/vitivinicole agli enunciati esposti dal nuovo P.I.T (Piano di Indirizzo Territoriale) della Regione Toscana in particolare quando si rimanda a criticità derivanti da coltivazioni “intensive” in zone collinari(semplifico), il tutto, nelle intenzioni, a salvaguardia e valorizzazione di una certa idea di “Paesaggio agreste tipicamente Toscano” da cartolina. Continua a leggere…

Piano di Indirizzo Territoriale della regione Toscana
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L’annata per le radici

Il vino, soprattutto quello naturale, deve essere interpretato anche come ‘misuratore’ biologico degli andamenti climatici perché raccoglie e variamente custodisce,  le conseguenze della disponibilità idrica, delle temperature, delle escursioni termiche e della luminosità. Questi fenomeni ci consentono di ricostruire il passato del clima oltre a parlare di gusti: è semplicemente stupendo ed affascinante assaggiare un vino del 1947 e ricordare l’annata caldissima oppure un vino del 1977, annata fresca e piovosa oppure un 1997, un 2003 e cosi via. La crescita degli alberi è registrata dalla distanza tra gli anelli concentrici del fusto che ci permettono di leggere le successioni del clima; il vino, non cosi longevo, ci consente di ripercorrere un certo periodo nel passato e goderne a distanza anche in ricordi ed emozioni. Un’annata è sempre attesa e sorpresa, che ha alimentato, nel passato, un’importante e nutrita serie di detti popolari che hanno coniugato passaggi climatici con la promessa dei raccolti. Queste ‘previsioni’ derivate da  lunghe esperienze e verifiche tramandate tra le generazioni, non hanno certo perso di validità e ancora le verifichiamo(ad es. anno senza inverno sarà anche senza estate, anno difficile per il grano lo sarà anche per l’uva…). Ma soprattutto fare agricoltura significa imboccare la strada della lungimiranza, prudenza, tempestività e pazienza. Il vigneto, con le sue piante arboree destinate a diverse decadi di fruttificazione, deve essere considerato per cicli colturali, ossia per periodi di alcuni anni che anche dal punto di vista climatico possono essere molto variabili e quindi richiedono impegni  diversi. In generale, mentre le estati calde sono prevalentemente favorevoli per i vini rossi importanti e durevoli(anche se con il caldo le piante soffrono), le annate più fresche ed umide favoriscono la vegetazione e quindi le radici nella loro crescita. L’anno 2014 verrà sicuramente ricordato, al Nord e fino alla Maremma, per il verde diffuso ovunque: è uno spettacolo osservare alberi, siepi, prati, masse boschive nel loro rigoglio vegetativo mentre le falde freatiche si rimpinguano. Si sono anche verificate piogge ad elevata intensità(non chiamiamole bombe!) con le relative conseguenze e questo ci deve anche far riflettere per le nostre attività, agricole e non solo. Per il vigneto, la ridotta energia solare nel mese di luglio è stata degna di nota(su 20 anni mediamente l’indice bioclimatico Winkler è 465, quest’anno ca. 38% in meno)e anche agosto è risultato molto meno caldo. Le patologie classiche hanno impegnato i vignaioli e, talvolta, vi sono stati degli insuccessi. Ma soprattutto si è verificata ancora  la ‘vocazionalità’ territoriale del vigneto ed il buon utilizzo del patrimonio varietale.

Tendenzialmente siamo portati a godere del bel clima e della variabilità climatica periodica che è una costante. Nel 2014 l’estate si è fatta attendere e poi non è mai arrivata nella sua regolarità ed efficacia; la frequenza delle piogge (in luglio ci sono stati mediamente 21 giorni di pioggia) è un altro aspetto raro e molto favorevole per gli apparati radicali: quindi una grande annata per le radici, che saranno pronte ad esplorare il terreno e prepararci altri grappoli e gusti.  Per fortuna che ci pensa il clima perché alcuni di noi vorrebbero sempre solo il frutto dalla pianta, ‘dimenticandosi’ che la pianta ha le sue necessità fondamentali salvo soccombere prematuramente. Continua a leggere…

L’ANNATA PER LE RADICI_00
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Dobbiamo scegliere la salute

Tutto il comparto del vino ha enormemente progredito con la realizzazione di valori ambientali di territorio ed in cantina che rappresentano un patrimonio di intelligenze evolute. E’ sufficiente percorrere la nostra penisola per constatare le infinite realtà che, con gradualità differente, vanno a realizzare dei paesaggi speciali.

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Filare vigneto e fiori di campo
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