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La nostra risposta alla provocazione di Parker

Quando negli scorsi giorni ho letto della provocazione di Parker, personaggio quotatissimo nel mondo del vino internazionale e il successivo post su Intravino mi sono sentita decisamente coinvolta da tutta la conversazione.

Parlandone con Lorenzo, ho confessato il continuo disappunto per la mancanza di rispetto verso quel mondo che nella maggior parte dei casi è fatto d’impegno, ideali e sacrificio. Un dibattito abbastanza sterile che spesso si accende, innalzando dubbi e giudizi negativi sul “vino naturale”.

Lorenzo nella sua grande e pacata saggezza è riuscito a ricordarmi il nostro posto in questo mondo e il valore che questo ha per tutti noi, non solo per l’azienda, non solo per gli appassionati di vino. Gli ho chiesto di scrivere quelle parole, che ho subito voluto condividere con Luciano Ferraro, che da tempo segue il progetto de La Maliosa. Questo l’intervento di Lorenzo.
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Lorenzo Corino in vigna vecchia alla Fattoria la Maliosa. Sullo sfondo il Monte Cavallo
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Vini La Maliosa, annata 2012 e prospettive future

Il 2012 è stata un’annata particolarmente critica per La Maliosa e più in generale per la Maremma collinare, che ha subito delle condizioni ambientali davvero difficili (siccità). La produzione di uva è stata estremamente scarsa, in particolare per le bianche.

La successiva evoluzione del vino bianco in cantina e le verifiche d’assaggio non hanno mai soddisfatto e ci hanno portato alla decisione forte di rinunciare a porre in vendita “La Maliosa Bianco 2012”.

La buona notizia è che La Maliosa Rosso 2012, che verrà imbottigliato a marzo è risultato promettente e corrisponde bene ai nostri standard.

L’annata 2013 ha avuto un decorso più normale nella distribuzione delle piogge e questo ha comportato una regolarità vegetativa, favorendo le giuste fasi di maturazione.

Inoltre nel 2013 abbiamo conseguito un consolidamento della produzione sia dei bianchi che dei rossi, e nel 2014 a motivo dell’entrata iin produzione di circa un ettaro, le produzioni saranno ulteriormente incrementate.

Vi confermiamo la nostra presenza al ViVit 2014 e vi aspettiamo in quell’occasione anche per un assaggio in anteprima del  La Maliosa Bianco 2013.

Antonella Manuli e Lorenzo Corino

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Vino Naturale – Per saperne di più!

Ci sono espressioni che diventano di utilizzo frequente e quasi di moda nel nostro linguaggio quotidiano nonostante siano realmente in pochi coloro i quali ne conoscono il significato. Una di queste è senza dubbio “vino naturale”.
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Vino La Maliosa
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La Maliosa Bianco 2011 è il Top dei Top Hundred 2013 di Papillon!

Chi l’ha detto che credere nel proprio cammino, avere fiducia nelle scelte fatte non porta a delle grandi soddisfazioni?
Investire, lavorare la terra, rispettarla, produrre senza l’ossessione di vendere ma con la voglia di far conoscere i propri prodotti al mondo intero, e poi anche e non  ultimo, avere pazienza, come succede qui a La Maliosa può dare delle grandissime soddisfazioni. La più recente è arrivata alla Fattoria La Maliosa il 17 luglio con la notifica di un tweet che ci ha fatto esultare tutti di gioia.

la maliosa top dei top
Una grande soddisfazione, per tutte le persone che hanno contribuito al progetto.

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Paolo Massobrio e Marco Gatti
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I vini biodinamici La Maliosa a New York

Nel marzo 2012 la prima annata dei vini La Maliosa certificata biodinamica (Demeter), la 2010, è stata presentata al pubblico al Vivit, Salone dei vini naturali all’interno del Vinitaly a Verona. L’interesse per i nostri La Maliosa Rosso e La Maliosa Bianco è stato notevole, e per certi aspetti inatteso. Gli operatori stranieri hanno assaggiato e con attenzione ascoltato la storia dei nostri vini: dal recupero della vecchia vigna alla classificazione di tutti i vitigni in questa presente, per poter valorizzare quelli tipici del nostro territorio; dal lavoro biodinamico in campo che permette di ottenere piante robuste e frutti sani, alla vendemmia quando l’uva è al giusto punto di maturazione, alla vinificazione naturale che permette di ritrovare nei vini La Maliosa il sapore dell’uva tipica della zona sulla quale crescono le nostre vigne. Tutto questo viene fatto tenendo conto del calendario biodinamico, con molta pazienza e grande amore verso le vigne e l’uva, per ottenere un vino naturale, espressione del suo territorio.
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Dalla vendemmia alla cantina biodinamica

Il nostro vino si fa in vigna.
Partendo dalla selezione dei grappoli che si fa durante la vendemmia, e raccogliendo solo l’uva sana. Quella che non raggiunge i nostri standard la lasciamo sulla pianta, ma si tratta di minime quantità. E la raccolta è tutta manuale.
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La vendemmia alla Fattoria La Maliosa

La sveglia era impostata all’alba.
Marco e Fabio avrebbero iniziato alle ore 07:00 in punto(e non si sarebbe verificato il caso di secondo più, secondo meno), a distribuire le cassette lungo i filari della vigna vecchia.
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I grappoli sono maturi, nonostante la siccità

I primi a maturare sono stati quelli del precoce vitigno Ciliegiolo. Ed ora in Maremma, si vendemmia!
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Grappolo uva matura
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Approvato il disciplinare per lo standard Italiano della produzione del vino biodinamico!

Sabato scorso si è riunita a Parma l’assemblea nazionale dei soci Demeter per approvare il disciplinare italiano di produzione del vino biodinamico.

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Vendemmia-Cassetta d'uva
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ViViT/Vinitaly 2012. Che cosa sta cambiando nella vendita dei vini naturali?

Nel vino come nel cibo le persone si stanno riavvicinando a un gusto più vero, un sapore che ricorda il frutto e la terra da cui proviene.
Si tratta di un rinnovamento in corso da diversi anni: i produttori naturali vogliono riportare il vino ad essere considerato un alimento che come tale deve nutrire in modo salutare il nostro corpo. Manifestazioni, mercati, fiere naturali, degustazioni sono nate nell’ultimo decennio un po’ in tutta Italia e il movimento ha conquistato tanti appassionati.

Fino a quest’anno le fiere dedicate ai vini naturali si erano svolte all’esterno del Vinitaly: Cerea e Villa Favorita, due location di grande fascino dove per un decennio si sono riuniti la maggior parte dei produttori italiani insieme a un folto gruppo di francesi e sloveni.
Salendo la scalinata d’ingresso alla villa si aveva la sensazione di entrare in un luogo che racchiude in sé un’idea del vino diversa, a cui un pubblico selezionato ha avuto modo di avvicinarsi per comprenderla: saloni affrescati, luce che filtrava dalle enormi finestre, labirintici sotterranei disseminati di produttori, e i vini.
Lì ti dimenticavi le regole imposte dall’industria del vino, scoprivi che si possono fare grandi bianchi senza controllare la temperatura di fermentazione e magari lasciarli macerare sei mesi sulle bucce e anche in un’anfora interrata. Lì si scopriva la qualità di terreni che non conoscono chimica, di uve che non subiscono la violenza dei prodotti sistemici, di vinificazioni senza additivi né trattamenti di varia chirurgia estetica.
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Vini La Maliosa Vinitaly 2012
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