Duemilaventuno: il cerchio della vita. In ricordo di Lorenzo Corino - Fattoria La Maliosa
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Duemilaventuno: il cerchio della vita. In ricordo di Lorenzo Corino

Agricoltura sostenibile - Vita in fattoria

Arriva con le festività il momento in cui siamo soliti mandare a tutti voi il racconto degli avvenimenti salienti della nostra annata, ma il 2021 non può che essere ricordato come l’anno in cui il Prof. Lorenzo Corino, la persona che insieme a me più si è adoperato per lo sviluppo del nostro progetto agricolo sostenibile in Maremma toscana, ci ha lasciati.

Chi ha conosciuto Lorenzo, ha avuto modo di apprezzarne le qualità umane, scientifiche, e sotto un certo aspetto romantiche, poiché quando lo sentivi parlare di qualsiasi argomento, ma in particolare di agricoltura, dalle sue parole trapelava la passione e il garbo che contraddistinguevano la persona e il suo operato. Ricercatore, sognatore, innovatore, persona di grande cultura.

E’ stato autore di molti trattati e pubblicazioni scientifiche, durante una carriera durata oltre 40 anni, che ne fanno un vero e proprio pioniere e antesignano nei temi della sostenibilità in viticoltura e nelle produzioni agricole in genere, in tempi in cui questi temi venivano guardati con sospetto se non con palese ostracismo.

Lorenzo aveva inoltre un’attenzione estrema alla bontà e salubrità del cibo, in particolare per i metodi di coltivazione delle materie prime e la loro origine. Da ultimo ma non per importanza, egli è stato uno straordinario vigneron ed enologo, e sarà ricordato senza dubbio tra i patriarchi del movimento del vino naturale.

Negli ultimi anni, grazie alla collaborazione con noi a La Maliosa, è diventato un instancabile divulgatore e prolifico scrittore per un pubblico non scientifico. Ricordiamo in particolare il suo libro “L’essenza del vino e della viticoltura naturale”, vincitore del premio letterario “Bere il territorio”, ma anche un blog, la registrazione di un brevetto, nonché la partecipazione come relatore a numerosissime conferenze in Italia e all’estero.

……E qui mi fermo con la commemorazione ufficiale, perché è impossibile parlare di Lorenzo senza considerare la sua straordinaria sensibilità e umanità. Era un uomo schivo, da buon piemontese (anche se vantava origini amiatine ), ma per chi aveva l’opportunità e la capacità di andare oltre, emergeva una persona molto emotiva, capace di grandi entusiasmi, quasi fanciulleschi. Allo stesso tempo, se toccato su valori o argomenti che considerava importanti, era capace di inscalfibile durezza e intransigenza. Come tutte le persone molto intelligenti, aveva un carattere complesso e non faceva sconti: metteva l’asticella in alto e la sfida non era certo per tutti.

Lorenzo è morto il 4 novembre 2021 dopo molte sofferenze. Apprese della sua malattia dopo pochi mesi dall’arrivo alla Maliosa nel 2013; alla luce di questo, assume ancora più importanza la scelta di dedicarci i suoi ultimi anni. Con questa consapevolezza “intima e silenziosa”, come era lui, abbiamo intrapreso un percorso in comune di condivisione, dove l’aspetto umano non è stato da meno di quello professionale. Il suo impegno è stato massimo nel far crescere me al pari dell’azienda, sostenendomi in tutte le difficoltà grandi e piccole che incontravamo in questo cammino. Il mio lo è stato altrettanto nel farlo conoscere come divulgatore e permettere alle sue idee di raggiungere un pubblico ben più ampio rispetto a quello puramente scientifico nel quale aveva sviluppato la sua carriera.

Abbiamo raggiunto il risultato che ci prefiggevamo? Ogni vita è sempre un’incompiuta, a prescindere dalla sua durata in anni, mesi e giorni e il dolore di chi è rimasto era anche il suo di doverla lasciare. Ma noi non possiamo sottrarci al compito che ci ha indicato e sentiamo fortemente la responsabilità della fiducia che aveva riposto in noi.  Nove anni intensi sono stati un’opportunità non scontata per tutti in cui ognuno ha trovato un grande e personale significato. Di questo provo immensa gratitudine, in quanto allieva della sua “bottega peripatetica” come amava definirla in senso aristotelico. Perché il Prof. Corino, prima ancora che agronomo, enologo (parola che detestava) o produttore, era una persona estremamente colta, appassionato storico oltre che “scienziato” della natura.

La bellezza di averlo avuto con noi è quella del paesaggio che abbiamo modellato insieme e che riflette la sua persona, le sue idee, i suoi valori. In questo momento cammino sui suoi passi alla Maliosa osservando la natura che compie il suo ciclo e la sensazione è dolce-amara, ma la sua presenza è solidamente tangibile e ci accompagna verso il futuro.

Trenta raggi si uniscono in un mozzo:
ma è il foro centrale che rende utile la ruota.
Plasmiamo la creta per fare un vaso,
ma è il vuoto all’interno che lo rende utile.
Senza una porta, non si può entrare in una stanza,
e senza una finestra è buio.
Tale è l’utilità del non essere.

Lao-Tzu

Buon 2022

Antonella Manuli

Commenti

Commento su "Duemilaventuno: il cerchio della vita. In ricordo di Lorenzo Corino"

Il 21 Febbraio 2022 alle 10:06
Tommaso ha scritto:

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