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Il 2018 NELL’ULIVETO: “adattamento” climatico

Per La Maliosa il settore dell’olivicoltura nel 2018 ha presentato molte sfide e notevoli difficoltà legate a fattori meteorologici imprevedibili ed a volte perfino estremi, specialmente durante il periodo di raccolta.

Degni di nota sono stati:

  • un freddo anomalo e persistente che si è verificato tra il 25 febbraio e il 03 marzo e che ha fatto registrare temperature molto basse e conseguenti forti gelate;
  • il maltempo durante il periodo autunnale durante il quale le piogge sono state frequenti e talvolta abbondanti;
  • le grandinate. Nella nostra zona si è verificata un’intensa grandinata in piena estate ad agosto e una nella prima decade di ottobre a pochi giorni prima dall’inizio della raccolta delle olive;
  • le forti raffiche di vento che si sono abbattute sul nostro oliveto a fine ottobre provocando la caduta di diverse piante negli oliveti storici.

Alla Fattoria La Maliosa l’oliveto principale si espande in un unico appezzamento di circa 14 ha che è però dislocato su tre diverse colline, ognuna con una sua particolare esposizione ed è protetto in buona parte da fasce boschive. In questo modo le avversità climatiche non hanno avuto la stessa intensità con il risultato di zone più colpite ed altre meno. Tuttavia il meteo ha inevitabilmente inciso sul raccolto in termini quantitativi (alcuni olivi non hanno prodotto alcun frutto) e in alcuni appezzamenti le olive sono state danneggiate dalla grandine. A causa di questa discontinuità lo scopo principale della raccolta, che è avvenuta laboriosamente a più riprese, è stato quello di ottenere delle partite giornaliere omogenee. Questo ha comportato frequenti spostamenti all’interno dell’oliveto di uomini e mezzi, con oggettive difficoltà all’atto pratico, ma il nostro obiettivo era “tenacemente” quello di portare ogni giorno al frantoio olive con lo stesso ottimale grado qualitativo.

Un’altra criticità che ci siamo trovati a dover fronteggiare ha riguardato l’andamento irregolare della maturazione delle olive anche all’interno della stessa cultivar. In questo caso solo la conoscenza dettagliata dei nostri oliveti (che visitiamo e osserviamo regolarmente e dei quali abbiamo una mappatura in base alla varietà, ai filari e alla zonazione per microclima e caratteristiche del terreno) ci ha permesso di intervenire con efficacia e razionalità durante la raccolta.

Per quanto riguarda i patogeni, ed in particolare il controllo della mosca dell’olivo, i monitoraggi regolari e la tempestività degli interventi con mezzi di difesa biologici (caolino ed esche proteiche) hanno permesso il contenimento degli attacchi delle generazioni autunnali che hanno tuttavia iniziato ad essere insidiose in prossimità della raccolta e durante la raccolta stessa a causa delle temperature miti e dell’elevata umidità dell’aria.

Nonostante le criticità dell’annata siamo riusciti comunque ad ampliare le tipologie di Olio EVO prodotte in azienda: al blend Aurinia e al monocultivar di Leccio del Corno Caletra (Silver Medal al concorso Biolnovello 2018), si aggiunge il monovarietale di Leccino.

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