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La Maliosa al ViViT 2013

Il Vinitaly è un appuntamento che tutti gli anni mette in subbuglio il mondo dei viticoltori. Dall’anno scorso all’interno della kermesse del Vinitaly c‘è un’oasi che non passa inosservata: il ViViT. Uno spazio ben delimitato, più grande e arioso dell’anno scorso, in una parte del rinnovato padiglione 11, grazie al paziente lavoro degli organizzatori riuniti nell’associazione Vi.Te. L’arredamento è essenziale, con pannelli che ben identificano le aziende e le regioni di provenienza: i veri protagonisti sono i vini e i loro produttori con una presentazione “naturale” che ben rispecchia ciò che si degusta.

La Maliosa al ViviT

Per essere ammessi al ViViT, bisogna fare una richiesta e sottoporre i vini all’assaggio degli organizzatori, l’associazione Vi.Te., che ha riassunto nel Manifesto ViViT 2013 (in fondo a questo post) i principi ai quali si ispirano i viticoltori partecipanti. Inoltre i viticoltori sottoscrivono un’autocertificazione che riassume i severi requisiti comuni: conduzione biologica e/o biodinamica dell’intera azienda e di tutti i suoi prodotti,  i vini devono provenire da uve coltivate da almeno 3 anni secondo questi principi. I vini devono essere frutto di fermentazione spontanea, con lieviti indigeni. Non sono ammessi additivi, salvo l’uso consapevole di solfiti entro i limiti del disciplinare biologico. La raccolta dell’uva deve essere manuale, e la vinificazione, l’affinamento e l’imbottigliamento non devono subire forzature o manipolazioni. I partecipanti accettano il prelievo a campione di bottiglie di vino in degustazione da parte degli organizzatori, per sottoporle ad analisi  di ricerca di residui vietati dall’agricoltura biologica.

Osservando i visitatori del ViViT, si è subito colpiti dall’atmosfera di operosità e di interesse specifico per i vini naturali che vengono presentati. Un flusso continuo, e, nonostante l’ampliamento rispetto al 2012 che era il primo anno, anche tranquille file per ritirare il bicchiere da degustazione ed entrare. Per noi della Fattoria La Maliosa la soddisfazione di tante persone che si fermano a degustare il nostro “orange wine” La Maliosa Bianco 2011 e il La Maliosa Rosso 2011, tutti e due vini che alle certificazioni biologica e biodinamica (Demeter) aggiungono una vinificazione naturale, molto apprezzata. E’ questa vinificazione che permette di sentire nei vini La Maliosa le uve tipiche della nostra Maremma dalle quali sono fatti e il territorio dal quale provengono.

I molti importatori stranieri, provenienti dall’Asia, dagli Stati Uniti e anche dall’Europa del Nord, si sono mescolati agli operatori italiani. Sono tutti rimasti particolarmente affascinati dalla storia della Fattoria La Maliosa e dal nostro lavoro di recupero delle antiche varietà tipiche ritrovate nella nostra Vigna Vecchia. La nostra scelta di privilegiare la qualità rispetto alla quantità, risultante in vini naturali dalla forte personalità, ha riscosso unanimi consensi e appassionati commenti.

M A N I F E S T O  V I V I T

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 V I V I T è sinonimo di vino artigianale, di vino che esprime il sapore della terra in cui nasce, di vino che si genera nella diversità, nella consapevolezza e nella presenza. Il viticoltore attraverso gli atti agricoli che ogni giorno adotta crea un suo personale rapporto con la terra e il vino : vogliamo celebrare questo valore.

V I V I T riunisce produttori di tutto il mondo che vogliono esprimersi nella trasparenza, nell’autenticità e nella individualità . I nostri vini sono prodotti nel rispetto del vivente e vogliono essere l’espressione autentica del luogo in cui sono nati.

 V I V I T è luogo di incontro di chi ama il vino , di chi lo produce , di chi lo beve, di chi lo vende, di chi ne parla e di chi se ne appassiona. Desideriamo trasmettere i nostri valori, la nostra onestà e libertà e una visione condivisa del nostro operato.

Dominique Mosca

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