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Il miele millefiori biologico “La Maliosa, Fiore di Maremma” vince la “Gold Medal” al concorso Internazionale BiolMiel 2015

“Complimenti Antonella!”, rispondo, quando ricevo la notizia.

Nel frattempo, cerco di ricordarmi quanto tempo è passato dalla mattina in cui entrando nel suo ufficio per rivedere piani editoriali e varie de La Maliosa, Antonella esordì felice dicendomi che erano arrivate le arnie.

Aveva l’espressione orgogliosa e divertita di chi ti annuncia la nascita di un nipote. Rimasi abbastanza sorpresa, perché fino alla settimana prima l’azienda biodinamica produceva soltanto vino naturale e olio. Quando le chiesi la motivazione, mi spiegò che secondo lei era un percorso obbligato per la buona salute dell’ambiente agricolo, così ben inserito nella natura selvatica maremmana. Le api, avrebbero goduto delle abbondanti fioriture spontanee, dei sovesci e dell’assenza totale di trattamenti chimici nella vigna.
In effetti già sapevo che dove ci sono vigne, normalmente non si fa il miele, sia per l’uso intensivo dei diserbanti, che rende nudo il terreno e impossibili le fioriture, sia per la loro buona salute.
Per Antonella invece, la buona salute delle api, sarebbe stata un’ottima cartina tornasole della gestione agricola: se le api si fossero ben ambientate e avessero prodotto il giusto quantitativo di miele, senza essere forzate come normalmente avviene nella produzione convenzionale, la qualità dell’ambiente sarebbe stata ulteriormente confermata.
Se non si è ossessionati dal dover ottenere per forza un certo risultato in termini di quantità e caratteristiche organolettiche, le api restituiscono con gli interessi l’impegno che richiedono (controllo e guida delle sciamature e smielature).
Qualche mese dopo, arrivò inaspettata la prima smielatura che avrebbe contraddetto le previsioni degli apicoltori. Il quantitativo atteso era di pochi chili, invece le api, che a quanto pare a La Maliosa si trovavano benissimo, produssero un quintale di miele. Rimanemmo tutti sbalorditi e impreparati: non c’erano ancora né vasetti né etichette pronte.
Le nostre piccole ospiti sono in fattoria da tre anni, e il loro miele riflette ogni volta la variabilità e la grande biodiversità del nostro territorio, esattamente come il vino e l’olio. La produzione, sempre artigianale, si è ormai stabilizzata e ben caratterizza il valore naturalistico.
Per gioco e per curiosità, Antonella (sempre senza dirmelo) iscrive il miele La Maliosa ad un concorso… da qui la storia, la conoscete!

Paola Sucato aka ci_polla

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